BORDIGHERA – VENTIMIGLIA – IMPERIA – FINALE

aprile – ottobre 2018

 

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(cliccare sull’immagine per scaricare il depliant)

 

 

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VENTIMIGLIA

Sabto 26 maggio, ore 18.00

 

locandina incontro con la stampa anna parodi sabato 26 maggio

 

 

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FINALE LIGURE

 

Il Museo Archeologico del Finale informa che il filmato realizzato in occasione della mostra "La Fragilità del segno" (curata al Museo Archeologico Nazionale di Firenze negli scorsi mesi, insieme a Anna Revedin, Luca Bachechi e Silvia Florindi per conto dell’IIPP – Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria) è stato premiato come vincitore al festival AVICOM indetto dall’ICOM – International Council of Museums. Il filmato è visibile (21 minuti circa) alla pagina http://faimpavicom.org/#/film cercando il titolo The fragility of the sign

 

La mostra “La fragilità del segno. Arte rupestre dell’Africa nell’archivio dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria” sotto il patronato dell’UNESCO, è stata realizzata dal 23 settembre al 12 dicembre 2017 dall’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, in collaborazione con Polo Museale della Toscana/Museo Archeologico Nazionale di Firenze, Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Virgilio Sieni / Centro di produzione sui linguaggi del corpo e della danza, Ufficio UNESCO del Comune di Firenze, Università di Firenze – Funzione per lo Sviluppo di Prodotti Multimediali, con il contributo MIUR. Con il patrocinio del MIBACT, della Commissione Nazionale Italiana per UNESCO (CNI), del Comune di Firenze, del Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze.


La mostra (informazioni nella pagina http://www.iipp.it/mostra-la-fragilita-del-segno/) ha proposto alcune tra le più antiche e straordinarie attestazioni artistiche dell’umanità, situate in luoghi attualmente inaccessibili a causa di conflitti interni e internazionali, ponendo l’attenzione sulla necessità di preservare questo inestimabile ma fragile patrimonio dell’umanità. Si è trattato di un percorso immersivo tra immagini e filmati dell’archivio IIPP, realizzati fra gli anni ’30 e gli anni ‘60 da Paolo Graziosi nel corso delle missioni di studio sull’arte rupestre della Libia e del Corno d’Africa.

 

 

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DIANO MARINA

maggio 2018

 

Museo Diano Locandina maggio 2018 last

 

Mercoledì 9 maggio, ore 10

IL MUSEO DEL LUCUS BORMANI

“553 miglia da Roma” - Visita guidata al percorso espositivo

 

Sabato 12 maggio, ore 10

ALLA SCOPERTA DI DIANO MARINA

Extra omnes - Visita guidata nel centro storico di Diano Marina - percorso storico

appuntamento presso il Palazzo del Parco

 

Giovedì 17 maggio, ore 15.30

FAVOLE AL MUSEO

Storie antiche, miti e leggende

Laboratorio ludico-didattico per bambini (5-11 anni)

 

Sabato 19 maggio, ore 20-23

LA NOTTE DEI MUSEI

Apertura straordinaria notturna. Visita guidata ore 21

 

Mercoledì 23 maggio, ore 10

IL MUSEO DEL LUCUS BORMANI

Il Bosco Sacro di Diana” - Visita guidata al percorso espositivo

 

Sabato 26 maggio, ore 10

ALLA SCOPERTA DI DIANO MARINA

Extra omnes - Visita guidata nel centro storico di Diano Marina - percorso artistico

appuntamento presso il Palazzo del Parco

 

 

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GENOVA

febbraio-giugno 2018

 

Immagine correlata

 

cliccare sull’immagine per scaricare il programma

 

 

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FINALE LIGURE

gennaio-giugno 2018

 

finale

 

AD FINES. 500 miglia da Roma. Al tempo dei Romani nel Finale

prorogata al 3 giugno 2018

Museo Archeologico del Finale

Complesso Monumentale di Santa Caterina in Finalborgo (SV)

 

Considerato il successo riscontrato e il grande interesse suscitato è stata prorogata fino al 3 giugno 2018 la mostra allestita presso il Museo Archeologico del Finale dedicata all’età romana nel Finale, un’occasione assai interessante per conoscere, attraverso materiali, installazioni e pannelli illustrativi, come si viveva in un piccolo territorio rurale ai tempi dell’antica Roma.

 

La mostra esordisce con la riproduzione della grande carta geografica detta “Tavola peuntingeriana”, che illustra la rete viaria riordinata da Augusto e sulla quale si svolgeva il traffico dell'Impero. Il Finale è qui rappresentato da una linea spezzata in prossimità di un enigmatico corso d’acqua, denominato Flumen Lucus. Questo territorio era posto al confine, cioè  “Ad Fines”, tra i municipi di Vada Sabatia/Vado Ligure e di Albingaunum/Albenga, segnato dal torrente Pora, che già separava le tribù liguri dei Sabazi e degli Ingauni.

Per questa zona le fonti antiche non ci hanno quindi tramandato una sicura denominazione ed il toponimo Pullopice o Pollupice, una possibile stazione di sosta lungo la via Iulia Augusta, tra Finale Ligure e Pietra Ligure, viene riportato unicamente nell’Itinerario Antonino, una descrizione delle vie romane in età imperiale risalente al III secolo d.C.

Gli scrittori antichi hanno descritto i Liguri insediati sulla fascia costiera come contadini e pastori impegnati a sfruttare le poche risorse di un territorio difficile, prevalentemente montuoso e con piccole piane paludose poco idonee all’agricoltura.

L’inevitabile scontro iniziale tra Liguri e Roma fu anche un conflitto di “civiltà” tra una grande potenza militare ed economica in una fase di inarrestabile espansione mediterranea e popolazioni organizzate in gruppi etnici tribali, spesso in contrasto tra loro e fortemente ancorati a tradizioni secolari. La romanizzazione del territorio ligure fu comunque un graduale ma inesorabile processo storico.

 

Nel silenzio delle fonti scritte, la storia del Finale in età romana può essere letta quasi esclusivamente attraverso lo strumento dell’archeologia, che ci restituisce indizi sugli insediamenti esistenti sul territorio, sulle necropoli e i rituali funerari, sulla viabilità, l’alimentazione e le colture agrarie, soprattutto grazie agli oggetti della vita quotidiana di quei nostri predecessori di duemila anni fa, che vivevano dove oggi noi stessi abitiamo. 

La mostra, tra i materiali esposti, presenta ceramiche, monete in argento, materiali da costruzione e - per la prima volta al pubblico - alcune epigrafi in marmo appartenenti alle collezioni civiche e una statuina in bronzo raffigurante il dio Mercurio.

 

Progetto scientifico a cura di: Daniele Arobba, Marta Conventi, Andrea De Pascale, Giovanni Murialdo

Progetto grafico della mostra e comunicazione: Daniele Arobba, Andrea De Pascale

Progettazione dell’allestimento: Daniele Arobba, Marta Conventi, Andrea De Pascale

Realizzazione dell’allestimento: Daniele Arobba, Elisa Bianchi, Andrea De Pascale, Simona Mordeglia, Manuela Saccone

Alla realizzazione della mostra hanno contribuito: Roberto Grossi, Emilio Provenzani e Claudio Ruggeri

 

Si ringrazia lo STAS - Servizio Tecnico per l’Archeologia Subacquea della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Liguria per il filmato sul relitto navale di Albenga.

 

 

 

 

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